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Parma |
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La città, ricca di richiami per gli appassionati d'arte, dall'Antelami al Correggio al Parmigianino, ha dato il proprio nome a un salume squisito, con marchio DOP., il prosciutto di Parma, che solo dopo 10-12 mesi di stagionatura può fregiarsi del marchio della corona ducale a cinque punte. Lo si trova, oltre che nei punti vendita, in tutti i migliori ristoranti. Ricordiamo "Parizzi", "La Greppia" e "Cocchi" presso l'hotel Daniel.
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Colorno |
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Da Parma ci si addentra nella zona tipica del culatello. Su antiche terre di caccia, presso il Po, il Palazzo Ducale ricorda le deliziose villeggiature dei Sanseverino, dei Farnese e dei Borboni; oggi è splendida cornice per manifestazioni antiquarie, dalla grande mostra di maggio al mercatino di ogni ultimo domenica del mese. In zona, raccolta di tartufo nero e produzione di salumi, nella fattispecie il cappello del vescovo, versione aristocratica del più noto cappello del prete (per entrambi si usa lo stinco anteriore di maiale con cotenna, troncato e disossato, ma il primo, oltre alla carne non macinata, ha un ripieno di impasto da cotechino). Si prosegue per Sissa, centro di produzione di salumi tra i quali spicca la spalla cruda, lavorata con una salamoia a base di Lambrusco.
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San Secondo Parmense |
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Più celebre del pur cospicuo Castello, eretto a metà del '400 da Pier Maria Rossi, è la spalla cotta, specialità salumiera locale che ebbe un ammiratore eccellente in Giuseppe Verdi.
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Zibello |
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Toccando Roccabianca, si giunge alla capitale assoluta del culatello, epicentro di una produzione che interessa sette comuni limitrofi. Il culatello di Zibello - marchio DOP. - il più pregiato salume italiano, è inconfondibile per la fetta quasi rotonda e magra, che corrisponde al taglio migliore delle più floride cosce suine. Degno di nota, il ristorante "La Buca", a gestione familiare femminile da più generazioni. Ambiente rustico-elegante e buona cucina anche all'"Antica Taverna San Rocco" ad Ardola.
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Polesine Parmense |
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In riva al Po è "Al Cavallino Bianco", erede di una trattoria di bella storia: Massimo Spigaroli è paladino dei sapori del grande fiume e del culatello. In questo ristorante piatto bandiera (quello del "Buon Ricordo"), il luccio in salsa Farnese - è annesso un ambiente per 'merende'. Nella zona, acquisto di salumi: oltre al culatello, salami tradizionali (strolghino di culatello, salame verdiano, crespone) nonché gola, fiocco di culatello e spalla cruda.
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Busseto |
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Presso la Rocca è il grazioso Teatro Verdi e il monumento al grande compositore. A Roncole si visita la modesta casa natale; a Sant'Agata invece è la villa dove risiedette all'apice della fama. In paese si segnala la "Trattoria Campanini", con bottega alimentare da più generazioni. Caratteristica del luogo, la 'spongata', dolce natalizio di lunga conservazione con involucro di pasta frolla e ripieno a base di miele, mostarda, frutta secca e spezie. Dai forni si acquista la 'miseria', a lievitazione naturale, condita con strutto raffinato. A Collecchio, racomandazione per il ristorante del "Buon Ricordo" in una villa ottocentesca, da cui deriva il nome "Villa Maria Luigia", con arredi d'epoca e gradevole terrazza. A Sala Baganza principale attrazione sono i Boschi di Carrega, già villeggiatura ducale, oggi parco regionale. In zona ottimi prosciutti e salumi in genere. Poco distante è Felino, rinomata per il salame omonimo, prodotto da carni suine magre e pancette.
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Langhirano |
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È il più celebre centro di stagionatura del prosciutto di Parma. Nel raggio di pochi chilometri si trova il notevole castello di Torrechiara, a tripla cerchia murata, con botteghe di splendido Barbera, e di Montechiarugolo, ormai al confine con Reggio. A Corniglio, nell'alta valle del Parma, castagne, formaggi e spongata.
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Monticelli d'Ongina |
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A ridosso del Po, la Rocca e la Collegiata di Monticelli d'Ongina rimandano ai tempi dei Pallavicino. Ogni fine mese, appuntamento per i collezionisti dell'antico. Turisti d'altro interesse frequentano la zona per l'ottima produzione di salumi. In questa zona è possibile assaggiare i caratteristici salami e le tipiche pancette e coppe che hanno ottenuto il riconoscimento DOP. dall'Unione Europea (salame Piacentino, coppa Piacentina, pancetta Piacentina).
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Carpi |
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Imboccando la statale 413 Romana, si sosta innanzitutto a Soliera, dove si trova un locale degno della massima attenzione, "Lancellotti": tre fratelli reggono una gramde trattoria, che propone la migliore cucina forse d'Italia in quanto a erbe e verdure dell'orto biologico (da visitare), oltre a carni e salumi d'eccezione. Pochi chilometri separano da Carpi, che accoglie il viaggiatore con l'inatteso carattere rinascimentale che le diede il suo signore, il principe umanista Alberto III della famiglia dei Pio, avendo accanto come progettista il grande Baldassarre Peruzzi. In città ampia si può gustare un'ottima cucina modenese. Degna di particolare menzione è la mostarda di Carpi, caratteristica salsa da bolliti, ottenuta da mosto d'uva nera fermentato, concentrato e cotto insieme a pere, mele e qualche cotogna. Tra i salumi: coppa, fioretto, cotechini, zamponi, cappelli del prete.
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Sassuolo |
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La statale 486 di Montefiorino, che sale al passo delle Radici, porta in breve alla soglia dell'Appennino: l'indaffarata capitale della ceramica accomuna sotto lo stesso nome "sassolino" un salume simile allo zampone e un liquore a base di anice. La zona offre tartufo biacno e la gastronomia ne gode. Immancabile presenza dell'alcolico nocino. L'itinerario prosegue per Castelnuovo Rangone, l'importante centro di produzione di salumi, Maranello, patria della Ferrari (da visitare il museo aziendale), e Serramazzoni, panoramica villeggiatura.
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Spilamberto |
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Baricentro della zona di produzione dell'aceto balsamico tradizionale, offre anche ciliegie e salumi, tra i quali il guancialino, di pasta identica allo zampone, ma avvolto nella cotenna della guancia (si produce anche a Russi, Mirandola e Carpi). In tutta la zona collinare della provincia di Modena si può trovare l'omonimo prosciutto che ha ottenuto il riconoscimento DOP, così come il cotechino Modena e lo zampone Modena, che hanno ottenuto il riconoscimento europeo IGP.
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Bologna |
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È la città delle due torri, di piazza Maggiore e di S. Petronio, dell'Università e dei portici che accompagnano alla scoperta di un centro storico ancora ricco di suggestioni e di una collina davvero a portata di mano. Una delle visioni che più stupiscono il forestiero sono le "pizzicherie", addobbate con somma cura e con una ricchezza di prodotti che è il miglior biglietto da visita delle buona tavola locale. L'offerta cittadina è all'insegna del campanilismo gastronomico: difficile trovare specialità di altre città emiliane o romagnole tanto è ricca la tradizione locale. Il più classico esempio dei prodotti tipici locali è la mortadella che porta, appunto, il nome Bologna e che, fina dal 1600, può vantare un disciplinare di produzione promulgato dal Cardinale Farnese. La mortadella Bologna ha anche ottenuto il riconoscimento IGP
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Indirizzi utili: |
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PARIZZI Strada della Repubblica, 71 - Parma - tel. 0521 285952
LA GREPPIA Strada Garibaldi 39/a - Parma - tel. 0521 233686
COCCHI - HOTEL DANIEL Via Gramsci 16 - Parma - tel. 0521 995147
LA BUCA Via Ghizzi 6 - Zibello (PR) - tel. 0524 99214
ANTICA TAVERNA SAN ROCCO Ardola - Zibello (PR) - tel. 0524 99578
AL CAVALLINO BIANCO Via Sbrisi 2 - Polesine Parmense (PR) - tel. 0524 96136
TRATTORIA CAMPANINI Via Roncole Verdi, 136 - Madonna Dei Prati (PR) - tel. 0524 92569
VILLA MARIA LUIGIA - DA CECI Via Galaverna 28 - Collecchio (PR) - tel. 0521 805489
LANCELLOTTI Via Grandi 120 - Soliera (MO) - tel. 0595 67406
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