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Quando la letteratura ha più gusto |
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Sono tanti i libri in cui capita di leggere citazioni, commenti e allusioni al gustoso mondo dei salumi. Ecco qualche esempio:
Henri Murger, nel suo libro "Scene della vita di Boheme" sostiene che il prosciutto è l’amico dell’uomo. Il brano in questione ha come locazione temporale il 24 dicembre, e i due amici bohémiens, Marcello e Rodolfo, osservano le persone in coda per gli acquisti gastronomici delle feste. "- E laggiù, quei grossi frutti dorati a cono, il cui fogliame somiglia a una panoplia di sciabole di selvaggi, si chiamano ananassi; sono le mele ranette dei tropici. - Non mi interessano - rispose Marcello - in fatto di frutti, preferisco quel pezzo di bue; quel prosciutto o quel semplice prosciuttino corazzato d’una gelatina trasparente come l’ambra. - Hai ragione - riprese Rodolfo - il prosciuttino è l’amico dell’uomo, quando ne ha."
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Anche Emile Zola nel suo "Il ventre di Parigi", dedica un goloso passaggio al mondo dei salumi, con un malcelato e ardito accostamento alla passione per una bella donna: "La bella Lisa rimase in piedi dietro il suo banco, tenendo il capo un po’ girato dalla parte dei mercati, e Florent la contemplò muto, meravigliato di vederla così bella… Lisa gli apparve al di sopra dei cibi sul banco. Davanti a lei erano esposti, in piatti di porcellana bianca, i salami di Arles e di Lione già intaccati, le lingue e i salsicciotti lessi, una testa di maiale affogata nella gelatina, un vaso di acetini aperto, e una scatola di sardine scoperchiata, dove si vedeva un lago d’olio: poi a destra e a sinistra, sopra ripiani di legno, c’erano forme di formaggio d’Italia, e di caciocavallo, un prosciutto color rosa pallido, uno di York dalla carne sanguigna sotto uno strato denso di grasso…"
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Nella sua "La cucina futurista", l’italiano Marinetti racconta del banchetto di due amanti, dove protagonista è il prosciutto: "Terrazza di Capri, agosto. La luna a picco scodella abbondante latte cagliato sulla tovaglia. La bruna mammelluta e naticuta cuoca caprese entra recando un enorme prosciutto sopra un vassoio e dice ai due amanti allungati nelle due sedie a sdraio e incerti se riprendere le fatiche del letto o iniziare quelle della tavola: - E’ un prosciutto che contiene un centinaio di carni diverse di maiali. Per addolcirlo però e liberarlo dall’asprezza e dalla virulenza originale l’ho tenuto infuso per una settimana nel latte. Vero latte, non quello illusorio della luna. Mangiatene abbondantemente -. I due amanti divorarono metà del prosciutto" .
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Ancora un paragone tra le qualità del prosciutto e la bellezza femminile: autore Paolo Monelli, da "Il ghiottone errante". "Con le mani coglievamo le fette di dolcissomo prosciutto di Sassuolo, delicato come guancia di giovinetta, affettato sottile come pagina di una edizione dei classici italiani della Officina Tipografica Gregoriana; aristocratico, succinto, degno di inaugurare la mensa di un re. Mai servetta d’operetta o ballerina di grazia desiderosa di piacere al pubblico entro le lame dei riflettori trascelse nel suo camerino più vivaci colori per le guance e per le labbra di quelli onde brilla questo prosciutto nella chiarità del mezzogiorno" .
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Nella "Storia di Gordon Pym", Edgar Allan Poe dice che "nel rifugio attrezzato nella stiva di una baleniera ormeggiata nell'isola di Nantucket per ospitare un clandestino, erano state sistemate, oltre a gallette, acqua e poche altre cose, anche tre o forse quattro enormi mortadelle di Bologna".
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